Indipendenza Veneta

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Sai com’è nato il referendum sull’autonomia del Veneto del 22 ottobre 2017?

Sicuramente non ci crederai. Non è merito né della Lega né della Lombardia ma di Indipendenza Veneta.

Il 16 febbraio 2013 Indipendenza Veneta organizza a Venezia una manifestazione con oltre 5.000 persone per la consegna al Consiglio regionale della propria proposta di legge: “Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto”.

Inizia subito la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge appena depositata.

Il testo della proposta viene poi fatto proprio e protocollato in Consiglio Regionale il 2 aprile 2013 dal Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, la proposta porterà il numero 342.

Il 5 aprile 2013 il Consiglio comunale di Castellavazzo ( Belluno ) approva l’Ordine del giorno a sostegno della 342.

Alla fine ben 182 consigli comunali e 4 consigli provinciali (rappresentanti oltre 3 milioni e mezzo di cittadini veneti ) approvano tale Ordine del giorno a sostegno della 342.

Il 10 giugno 2014 gli ordini del giorno approvati e 30.000 firme a sostegno vengono consegnati al Presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato.

Prima di arrivare alla votazione della legge 16, che tratta del referendum sull’indipendenza del Veneto, la politica nazionale e regionale si muove al fine di evitare l’approvazione della legge.

Con questa legge il Veneto non sarebbe diventato indipendente, questo era chiaro a tutti, anche al suo promotore: il movimento politico Indipendenza Veneta.

Tuttavia la legge 16 faceva paura per tutto ciò che ancora oggi rappresenta.

Innanzitutto, un movimento politico senza alcun rappresentante nel Consiglio regionale del Veneto era riuscito a mettere all’ordine del giorno un progetto di legge con la sola forza della mobilitazione delle piazze. A riprova che la volontà politica può rendere possibile anche ciò che sembra impossibile.

Cosa ancor più sconvolgente era che questa legge, parlava di “indipendenza”, argomento tabù nel dibattito politico nazionale. Il Veneto, per la prima volta nella storia osava mettere sul tavolo la questione veneta spingendosi sino all’approvazione di una legge! Una legge che pur rispettosa del diritto internazionale, si sapeva già sarebbe stata bocciata dalla Corte Costituzionale. Valeva, comunque, la pena di correre questo rischio perché una volta approvata non si sarebbe più potuto tornare indietro: l’indipendenza non sarebbe stata più un tabù ma norma di legge!

L’esito del voto in aula non era affatto scontato.

I consiglieri, di tutti colori politici, si sono trovati difronte ad un’enorme difficoltà.

Si domandavano se era legittimo votare una legge che parlava di indipendenza, qualcuno ha paventato addirittura il commissariamento della Regione da parte del governo, ma la paura più grande per loro era quella di non essere più ricandidabili dai partiti nazionali.

Infatti, per ben due volte, il 30 luglio 2013 e il 17 settembre 2013, il Consiglio Regionale discute sulla proposta di legge 342 e decide di non decidere: rinvia la discussione.

Alla fine si trova l’espediente per contenere la portata rivoluzionaria di questa legge: confezionare subito una proposta di legge sull’autonomia del Veneto. I consiglieri del Popolo della Libertà, Costantino Toniolo e Carlo Alberto Tesserin sono i primi firmatari di quella che diventerà successivamente la legge 15 del 2014 con oggetto: referendum sull’autonomia del Veneto. Dario Bond allora capogruppo PdL in Consiglio regionale lo conferma in questo video.

La discussione in aula dura ben tre giorni: 10-11-12 giungo 2014. Durante i quali una nutrita delegazione di Indipendenza Veneta presidia Palazzo Ferro Fini assistendo ai lavori dell’aula e sostenendo il Presidente Luca Zaia ed i Consiglieri nel delicato passaggio del voto sul pdl 342 che poi diventerà la  legge 16/2014.

La legge 15 venne discussa e approvata insieme alla legge 16, lo si evince dalla numerazione. A riprova che le istituzioni considerano queste due leggi le facce della stessa medaglia, il governo Renzi le impugna davanti la Corte costituzionale.

Anche la Corte le ricondusse in un’unica discussione che si tradusse nella sentenza n.118 del 2015 che, come previsto, dichiara l’illegittimità costituzionale di entrambe le leggi 16 e 15 ad eccezione di un solo quesito di quest’ultima, che sarà oggetto del referendum sull’autonomia del 22 ottobre 2017, quello all’art. 2, comma 1, n. 1: “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”.

Se Indipendenza Veneta non avesse deciso d’intraprendere la battaglia per la Legge 16 ora nessuno sarebbe qui a parlare di referendum sull’autonomia!

“E’ bene ricordare che tra il 12 giugno 2014, data di approvazione della legge 16 sull’indipendenza, e il 25 giugno 2015, data della sentenza della Corte Costituzionale, la Regione Veneto avrebbe potuto indire il referendum sull’indipendenza del Veneto.”

E sai perché è stata scelta la data del 22 ottobre per celebrare il referendum?

La scelta richiama la data del plebiscito truffa del 1866.

L’Italia è nata il 17 marzo 1861.

Il Veneto fu annesso solo 5 anni dopo.

Il 21 e il 22 ottobre del 1866 (video 1866) si svolse il referendum di annessione del Veneto all’Italia.

Un referendum truffa perché non fu garantito l’anonimato, votarono soggetti che non ne avevano titolo (i soldati italiani di stanza in Veneto, ad esempio) e, soprattutto, i dati resi noti non possono corrispondere ai voti reali: 647.246 voti favorevoli e solo 69 voti contrari (l’equivalente del 99,9%), segno evidente che l’annessione del Veneto all’Italia fu costruita su un imbroglio.

La Bozza in PDF dell'intesa Regione-Governo

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La Rassegna Stampa

Un angolo del nostro sito che raccoglie gli aggiornamenti sul percorso del nostro Veneto dopo il Referendum del 22 ottobre 2017.

Risultati Referendum

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Il Leone di Vetro

Trailer ufficiale

Film storico candidato a numerosi premi che parla del referendum del 22 Ottobre 1866…

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