Rassegna Stampa – Editoriali
La raccolta di articoli ed editoriali selezionati dallo staff di Indipendenza Veneta
Chiara Donà Dalle Rose : “Nessuno Ha Mostrato Solidarietà Per Venezia”.
Nuova lettera aperta scritta dalla contessa Chiara Modica Donà Dalle Rose, esponente di rilievo della classe intellettuale femminile di Venezia, Presidente della Biennale
(Da corrierequotidiano.it)
Padova, bandiera venetista vietata allo stadio: è bufera politica, La questura: «Solo vessilli di squadre o Tricolore».
PADOVA – Ha fatto molto discutere e scatenato, come prevedibile, una tempesta politica, la decisione degli addetti alla sicurezza dello stadio Euganeo, su indicazioni della Questura, di sequestrare fuori dallo stadio Euganeo una bandiera raffigurante il Leone di San Marco
(Dal corrieredelveneto.corriere.it)
Riconoscimento della lingua veneta: «Non sono state raggiunte le 50mila firme»
Riconoscimento della lingua veneta: «Non sono state raggiunte le 50mila firme»
„Il Comitato Riconoscimento Lingua Veneta commenta i risultati, ancora parziali, della raccolta firme per il riconoscimento della lingua veneta. Conteggio fermo a 32mila firme“
(Da trevisotoday.it)
Il monologo di Andrea Pennacchi: ‘Carro allegorico
“Se non possiamo essere la locomotiva d’Italia, saremo il carro allegorico, blindato”.
(Da lA7.it)
Il partito dei Veneti difende l’assessore Nizzetto: «Non va giù alla sinistra nazionalista»
Ci risiamo. A Treviso la sinistra e’ sempre all’attacco dell’assessora indipendentista Silvia Nizzetto….
(Dal TrevisoToday.it)
Autonomia e Identità: Michele Favero a La Voce d’Italia con Enzo Spatalino
Il programma è una rubrica di approfondimento quotidiano condotta da Enzo Spalatino, che ospita Michele Favero, rappresentante di Indipendenza Veneta, per discutere temi come autonomia, identità culturale, rispetto e responsabilità.
Michele Favero critica l’atteggiamento centralista della politica italiana, denunciando il mancato rispetto delle specificità territoriali e le disparità nella distribuzione delle risorse, come i fondi del PNRR.
Sottolinea inoltre l’importanza di preservare tradizioni e valori locali in un mondo sempre più globalizzato.
Durante l’intervento, vengono analizzati temi legati alla politica, alla giustizia e alla gestione economica, evidenziando un forte legame con il territorio veneto e un appello per maggiore autonomia e libertà decisionale.
Alessio Morosin: “L’autonomia del Veneto, un diritto storico tradito dal centralismo italiano”
Nel corso di un’intervista a TV7, Alessio Morosin, esponente di Indipendenza Veneta, ha affrontato il tema dell’autonomia del Veneto, descrivendola come un diritto storico legato alla forte identità e alla tradizione millenaria di autogoverno della regione.
Morosin ha ricordato che la riforma del Titolo V della Costituzione, introdotta nel 2001, fu concepita principalmente per rispondere alle istanze di autonomia del Veneto. Tuttavia, il progetto è stato tradito da un sistema politico incapace di tradurre le richieste in risultati concreti, complice anche il disinteresse di altre regioni italiane. “Molte regioni, come il Molise o la Basilicata, non hanno né le motivazioni né i requisiti per richiedere maggiore autonomia, mentre il Veneto si distingue per capacità economica e identità storica”, ha spiegato.
Morosin ha poi puntato il dito contro la gestione del referendum del 2017, che vide il 98,1% dei votanti esprimersi a favore dell’autonomia, definendolo un’occasione mancata per avviare una vera trattativa con lo Stato centrale. “Con un consenso così ampio, il Veneto avrebbe potuto imporre un dialogo forte, ma la politica non ha saputo sfruttare questa forza contrattuale”, ha dichiarato.
L’esponente indipendentista ha anche criticato la recente sentenza della Corte Costituzionale, che a suo parere ha bloccato il processo di autonomia differenziata, e ha denunciato l’incapacità dello Stato di garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), necessari per uniformare i servizi sul territorio nazionale.
“Il centralismo italiano continua a penalizzare l’autogoverno delle regioni, dimostrando la sua incapacità di garantire equità e diritti. Serve un cambiamento radicale per riconoscere il valore dell’autodeterminazione, che non è in contrasto con la Costituzione, ma un diritto preesistente ad essa”.
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