Rassegna Stampa – Editoriali
La raccolta di articoli ed editoriali selezionati dallo staff di Indipendenza Veneta
Salvini vara la nuova Lega: via dal simbolo Alberto da Giussano, sarà «sovranista» per statuto
Lega per Salvini premier, il partito destinato a sostituire in tutto e per tutto la vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania
(Dal Corriere della Sera)
17 ottobre, Renzo Fogliata: “Ieri 221 anni dall’infame spartizione della Veneta Repubblica”
Il 17 ottobre sono stati 221 anni dall’infame spartizione della Veneta Repubblica per mano di Francia ed Austria, con il trattato di Campoformido.
(Da Vicenza Più)
“Palco preso d’assalto da esponenti leghisti”
Musi lunghi dopo l’inaugurazione. Gentilin “Gli accordi non erano questi”
(Da Il Giornale di Vicenza)
La cultura veneta verrà insegnata in tutte le scuole
Stamattina a Venezia firmato ill protocollo tra il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per l’ingresso della storia e della cultura veneta nei programmi scolastici.
(Da L’Arena.it)
EDITORIALI Vicenza, inaugurato il maxi leone di Trissino
TRISSINO (Vicenza) Il velo è stato tolto ed ora il «Leon» domina la Valle dell’Agno dall’alto del suo piedistallo.
(Da Corriere del Veneto)
Veneto e l’Italia: Sprechi, Sacrifici e Futuro
Michele Favero, segretario di Indipendenza Veneta, critica duramente la classe politica, accusandola di non fare sacrifici mentre chiede costantemente rinunce ai cittadini. Denuncia lo spreco di denaro pubblico e l’inefficienza dello Stato, sottolineando il peso fiscale che grava sul Veneto e il fallimento della gestione delle risorse, come dimostrato con il PNRR e la spesa pubblica. Favero invita a concentrarsi sulle vere cause della crisi, come l’evasione lavorativa e la burocrazia inefficiente.
Zelensky e la Pace delle Armi: Una Guerra Senza Diplomazia?
Michele Favero critica sia Putin, definito criminale di guerra, sia Zelensky, accusandolo di non cercare mai la pace e di mandare il suo popolo al massacro. Viene evidenziato come Zelensky non parli di diplomazia, ma richieda continuamente armi, senza mai proporre una soluzione pacifica al conflitto. La “pace giusta” a cui Zelensky si riferisce viene vista dall’autore come una pace ottenuta con le armi e il sangue, ma non il suo.
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